Arroccata sulle colline del versante jonico della provincia di Reggio Calabria sorge Gerace, antico borgo che si fregia di definizioni impegnative quali «la perla della Jonio» o «la Firenze del Sud», ma il turista che voglia arrivare sino alla punta dello Stivale per visitarla non rimarrà certo deluso: Gerace può vantare una concentrazione di bellezze architettoniche, urbanistiche e paesaggistiche fuori dal comune.
La sua collocazione è del tutto analoga a quella di molti altri centri sorti nella zona nell'Alto Medioevo, allorché i pericoli venivano essenzialmente dal mare, infestato dai pirati saraceni: dalla rocca, a pochi chilometri dalla costa, era infatti possibile avvistare il nemico per tempo. Ed è proprio a questa abitudine che, secondo la leggenda, si fa risalire la nascita di Gerace.
I suoi fondatori, si racconta, erano in fuga dalla vicina Locri assediata proprio dai saraceni: guidati nel buio della notte da uno sparviero, vennero condotti sulla rocca dove fondarono la città, cui diedero il nome di Gerace in onore dell'animale che li aveva tratti in salvo (cfr. greco jerax, sparviero) e che compare ancora oggi nel suo gonfalone.
L'antico borgo conserva pressoché intatta la sua originaria struttura architettonica ed urbanistica, caratteristica che, unita alla ridotta estensione, lo rende meta ideale di chi ama visitare i centri storici muovendosi a piedi, magari lasciando l'auto nell'ampio parcheggio messo a disposizione all'entrata del paese.
Da qualche tempo è in funzione un servizio navetta tra vari luoghi di interesse per quanti preferiscono i percorsi guidati o abbiano difficoltà nei movimenti. Si narra che Gerace potesse vantare, fino a qualche secolo fa, un centinaio di chiese nel suo territorio tutt'altro che vasto.
Ancora oggi, percorrendo i vicoli del paese, è possibile ammirare diverse costruzioni sacre di rilevante valore artistico, dislocate a breve distanza l'una dall'altra, come ad esempio nella Piazza delle Tre Chiese: in pochi metri quadri è possibile visitare la Chiesa del Sacro Cuore, dai richiami barocchi nella facciata, dalla caratteristica cupola e l'ampia base a croce latina;
la Chiesa di San Francesco, dal portale a sesto acuto con fregi che rimandano alla presenza araba nella regione ed al suo interno un altare decorato in stile barocco; la Chiesa di San Giovannello, di rito ortodosso, più piccola rispetto alle altre due, realizzata in pietra comune e con una struttura pronunciata verticalmente.
Gironzolando per le viuzze di Gerace, ci si imbatte in altre chiese, come quella di San Teodoro, anch'essa di rito ortodosso, quella dell'Annunziatella di recente restauro o quella monumentale di Santa Maria del Mastro, nelle finestre bifore di via Gioberti, le uniche in quest'area, e si arriva, attraverso la Porta del Sole, alle Bombarde da cui si gode una vista mozzafiato su cento chilometri di costa, da Roccella ad Africo e non di rado è possibile assistere da un punto di osservazione privilegiato a spettacoli pirotecnici.
Insieme al castello di epoca normanna, la costruzione più importante della cittadina è certamente la Cattedrale romanica a tre navate, la più grande della regione: la navata centrale è sorretta da venti colonne tutte diverse, una delle quali proveniente dal sito archeologico di Locri Epizephiri.
La terza abside, la più antica delle tre, è sormontata dallo stemma della diocesi e da una meridiana ancora perfettamente funzionante. E' inoltre visibile una chiara convivenza di stili diversi, testimonianza delle ristrutturazioni e ricostruzioni avvenute nel corso dei secoli. Nel borgo o nelle immediate vicinanze si trovano svariate strutture ricettive per tutte le esigenze, ristoranti di cucina tipica, pub e pizzerie.
Se la camminata tra i vicoli caratteristici e le visite ai tanti monumenti (magari accompagnati da una guida turistica) hanno lasciato ancora qualche energia non resta che mettersi nuovamente in auto per una decina di minuti e andare a fare un tuffo nelle limpide acque dello Jonio: Locri dista solo 12 km.
