Informazioni sulla formazione in Italia

Il sistema della formazione in Italia prevede, oltre ai tradizionali percorsi dell’istruzione, la formazione professionale e l’alta formazione. Vediamo come funzionano. La formazione professionale si pone come nodo di raccordo tra il mondo delle imprese e quello dei lavoratori, soprattutto giovani.

Da un lato, dunque, la domanda sempre più qualificata da parte delle aziende, dall’altra la necessità di offrire requisiti sempre più soddisfacenti da parte dei lavoratori. In Italia la formazione professionale interviene a livelli diversi del percorso dell’istruzione: esistono corsi post- scuola dell’obbligo, post- diploma di scuola superiore, post diploma di laurea e post università. Le ultime due tipologie prevedono due modelli: i corsi di perfezionamento e i master.

I corsi professionali e i Master

I corsi professionali possono essere organizzati da Centri di Formazione Professionale (CFP) pubblici, da enti di formazione professionale privati- che normalmente operano in convenzione con enti pubblici-, da imprese private. I corsi organizzati da enti pubblici sono di solito totalmente gratuiti, perché sovvenzionati dalle regioni e dalle province, anche attraverso linee di finanziamento comunitarie che attingono al Fondo Sociale Europeo.

La formazione professionale si rivolge ai giovani che devono proporsi sul mercato del lavoro, ma non solo a loro. Nel caso di chi vuole acquisire competenze per trovare il primo lavoro, si parla di formazione professionale iniziale. I ragazzi possono intraprendere un percorso formativo regionale, per questo differente da quello di istruzione, che è statale.

Si studiano materie prevalentemente tecniche e alla fine si consegue una qualifica professionale. Ma la formazione professionale può essere una risorsa anche per chi ha già un lavoro e ha intenzione di migliorare la propria professionalità, puntando magari ad un innalzamento di livello. E soprattutto per chi il lavoro rischia di perderlo o lo ha già perduto.

Parliamo, in questi casi, di formazione professionale continua, cioè di percorsi che servono per raggiungere un perfezionamento delle proprie competenze, utilizzabile nella stessa azienda in cui si lavora oppure per consolidare il proprio curriculum, se si è alla ricerca di un nuovo lavoro.

Per chi abbia conseguito una laurea vi sono due strade per l’acquisizione di competenze più pratiche. Formazione professionale, di cui si è detto sopra, e alta formazione. In quest’ultimo ambito si collocano i corsi di perfezionamento e i master. Con un corso di perfezionamento si possono acquisire competenze tecniche specifiche.

Ci si può iscrivere se si è in possesso di laurea o quailficata esperienza preofessionale nel settore e, a differenza di quanto avviene per i corsi professionali post-laurea, in questo caso si maturano i Crediti Formativi Universitari.

Capitolo a sé per i master. Innanzitutto un po’ di chiarezza sul termine, oggi abusatissimo. Le leggi italiane non definiscono in modo preciso cosa sia un master, cosicché spesso anche corsi non troppo attendibili vengono chiamati master.

Importante la distinzione tra master universitari e master privati. Nel primo caso, al termine del percorso formativo si acquisisce un nuovo titolo legalmente riconosciuto, quello appunto di master; nel secondo caso, il termine master si riferisce al corso stesso.

Ai master universitari, di I e di II livello, si accede con la laurea (per il II livello quadriennale). La differenza non è di importanza, ma di contenuto: quelli di II livello sono, infatti, più specialistici. Infine, attenzione ai costi: i master universitari sono più accessibili, in genere il costo va da duemila euro in su.