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Su uno sperone tufaceo, a un'altitudine media di 424 metri sul livello del mare, la cittadina di Anagni sembra voler dominare la vallata del fiume Sacco. Dista 40 chilometri dalla capitale, conta poco meno di 20000 abitanti ed è uno dei più importanti centri industriali della provincia di Frosinone.
Ha sei frazioni: San Filippo, Osteria della fontana, Castellone, Pantanello, Tufano e Ara Sella; è gemellata con la cittadina francese di L'isle-sur-la-Sorgue e quella polacca di Giezno e festeggia il Santo patrono (San Magno) il 19 agosto.
Conosciuta come la città dei papi, Anagni è un antico borgo medievale, intriso di storie celate tra le strette viuzze e i palazzi di antichi feudatari. Oltre 700000 anni fa, i primi ad abitare la collina sulla quale sarebbe sorta la futura cittadina di Anagni furono popolazioni seminomadi: recenti scavi hanno portato alla luce manufatti litici risalenti a quell'epoca; inoltre, in questa zona furono trovati fossili di Homo Erectus, i più antichi nel nostro paese, risalenti ad oltre 458000 anni fa.
Nel V secolo avanti Cristo furono gli ernici ad occupare la collinetta prospiciente la valle del Sacco: Anagnia (così veniva chiamata a quel tempo dai romani) divenne capitale religiosa della Confederazione Ernica e molte sono le testimonianze (alcune anche dell'imperatore Marco Aurelio) che denotano il notevole interesse religioso di quei popoli; conquistata dai romani nel 311 a.C.la confederazione venne abolita. Dell'epoca romana rimangono le rovine delle mura (i cosiddetti Arcazzi), resti delle Terme di Piscina e di alcuni templi dell'acropoli.
Grazie a San Magno, arcivescovo di Trani, nel III secolo venne introdotto il cristianesimo. Nel XIX secolo cominciarono i lavori per la costruzione della nuova cattedrale, ultimata solo nel secolo successivo grazie al vescovo di Anagni Pietro da Salerno. Ancora oggi la cittadina è ricordata per un celebre episodio, avvenuto nel 1303: lo Schiaffo di Anagni. Sciarra Colonna e Guglielmo di Nogarèt, emissari di Filippo IV detto Il bello, re di Francia, oltraggiarono il pontefice Bonifacio VIII nella sua abitazione: molto probabilmente però, l'episodio dello schiaffo si riferisce non al gesto materiale, ma all'offesa morale che i due avrebbero fatto al papa.
Durante la Guerra di Campagna, più precisamente nel 1556, le truppe del Duca D'Alba rasero al suolo Anagni; a seguito di questo avvenimento, Pio IV ordinò che venissero costruite delle nuove mura a difesa della città. Nei secoli successivi, la cittadina laziale si è evoluta fino a diventare un importante centro agricolo ed industriale, ma il fascino i tratti medievali del suo centro, delle viuzze e dei palazzi storici, sono rimasti immutati.
L'architettura prevalente nel centro storico di Anagni è sicuramente quella medievali, e gli edifici culturalmente più importanti sono stati infatti costruiti in quel periodo. Costruito intorno alla fine del XII secolo, il Palazzo di Bonifacio VIII sorge ai margini dell'acropoli ed è un esempio dell'architettura medievale anagnina: una struttura centrale costituita di enormi saloni , collegati tra di loro e con le due torri poste ai lati tramite scale a chiocciola e stretti ballatoi; importanti sono la Sala delle Oche, così chiamata per via degli affreschi che la decoravano, e la Sala delle Scacchiere, dove il papa riceveva le importanti personalità del suo tempo e famosa perché, come ci tramanda la cronaca di quel tempo, qui avvenne l'episodio dello Schiaffo di Anagni. Parte del castello, attualmente ospita un museo e l'Istituto di Storia ed Arte del Lazio Meridionale. La cattedrale di Anagni, dedicata a Santa Maria, nei periodi in cui i papi soggiornarono ad Anagni fu teatro di importanti celebrazioni, scomuniche e dibattiti teologici.
Realizzata tra il 1062 e il 1105, la cattedrale subì prima gli influssi romanici, poi quelli gotici di cui ci rimangono molti innesti. La struttura della chiesa è a tre navate con presbitero rialzato, presenta affreschi sulle pareti; alla Madonna della Misericordia è dedicata una cappella molto suggestiva, mentre un'altra cappella (cappella Caetani) fu costruita dietro l'ordine di Bonifacio VIII ed ospita i resti di importanti personaggi della famiglia. La cripta ospita le spoglie dei Santi anagnini oltre ad una serie di affreschi realizzati nel XIII secolo. Il Palazzo comunale fu realizzato dall'architetto Jacopo da Iseo intorno al 1150; la sua peculiarità sta nel fatto di essere un'unica struttura derivata dall'accorpamento di altri edifici già esistenti e comunicanti grazie ad un portico, sul quale fu costruita la Sala della Ragione, sede del tribunale. Nei secoli il palazzo, tuttora in funzione, ha subito decine di trasformazioni, necessarie per adattarlo a nuove esigenze funzionali.
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