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Tivoli: informazioni e caratteristiche.


A circa 30 chilometri da Roma, sulle rive del fiume Aniene, sorge Tivoli, cittadina collinare a 235 metri sul livello del mare di origine molto antica, il cui nome deriva dal latino Tibur, che pare significasse "città sul colle".

Vi abitano circa 53000 persone (gli abitanti sono detti tiburtini), dislocati tra il centro della città e le località di Campo Limpido-Favale, Villa Adriana e Bagni di Tivoli, nota soprattutto per le proprietà curative delle sue acque termali; il resto della comunità si distribuisce invece nelle altre località di Collenocello, Bivio San Paolo, Martellona e Arci-Empolitana. L'intero paese è percorso dal fiume Aniene, che in questo tratto da luogo a una cascata alta 110 metri (la Cascata Grande), tra le più belle di tutta Italia, e a numerose cascate più piccole nei pressi di Villa Gregoriana.

Storia di Tivoli:

Il rinvenimento della Necropoli della Rocca Pia nel 1953 testimonia l'insediamento di popolazioni nel territorio cittadino già durante l'età del ferro; negli scavi furono trovati ceramiche, bronzi, monili, indicatori del notevole livello di evoluzione raggiunto dagli abitanti. In età preromana l'antica città di Tibur, il cui territorio era secondo per grandezza solo a Roma, risentiva soprattutto degli influssi latini e sabini; molte sono le fonti letterarie che ci narrano le sorti della cittadina laziale: a Tibur e a Praeneste (Palestrina) sorse la Lega Latina, movimento anti-romano che intentò delle battaglie per l'indipendenza delle città, che si concluse nel 338 a.C. con la vittoria di Roma e l'annessione dell'intero Lazio; dopo la conquista di Tibur, quest'ultima divenne località di villeggiatura per l'aristocrazia del tempo.

In età repubblicana la cittadina subì un'importante ristrutturazione, furono costruite imponenti costruzioni (il foro, il Santuario di Ercole, i Templi dell'acropoli, numerose ville suburbane, tombe ed acquedotti), con blocchi di tufi squadrati (opus quadratum) estratti dalla cava dell'Acquoria e pietre calcaree irregolari (opus incertum), che servivano da rivestimento. Nell'89 A.C. Tibur ricevette la cittadinanza romana e divenne municipium: era ascritta alla tribù Camilia e governata da quattorviri. Iniziò quindi un periodo florido per la cittadina, ricchissima di risorse agricole grazie alla notevole estensione di aree coltivabili; i prodotti della terra venivano venduti nei mercati di Roma ed esportati, tramite il porto di Ostia, in tutto il bacino del Mediterraneo. Altre attività che si svolgevano in città erano l'allevamento di bestiame e l'estrazione di travertino dalle vicine cave.

In età imperiale la cittadina fu nuovamente ristrutturata: vennero monumentalizzate le preesistenti mura repubblicane, fu costruito l'anfiteatro nei pressi della necropoli di Rocca Pia, numerose ville furono restaurate e fu ricostruito l'impianto termale, grande attrazione per i patrizi e per lo stesso imperatore Augusto che, come narra Svetonio, qui faceva il bagno in una tinozza di legno. Sin dall'età apostolica si diffuse a Tivoli il cristianesimo e proprio qui furono compiuti alcuni martiri, come quello di San Lorenzo e di Santa Sinforosa, fatta precipitare nell'Aniene, e dei suoi sette figli, uccisi nel tempio.

Tivoli

Tivoli: dal medioevo ai giorni nostri.

La struttura romana della città rimase immutato fino al medioevo, quando divenne prima sede di ducato bizantino, poi capoluogo dei possedimenti papali in Sabina; e a causa delle frequenti invasioni barbariche l'architettura cittadina dovette mutare: ma nonostante la costruzione di numerose case-torri e la fortificazione delle mura, Federico I detto il Barbarossa la conquistò nel 1155 e ne mantenne il dominio fino alla sua morte nel 1250.

In seguito a questo evento Roma potette assediare nuovamente Tivoli e prenderne nuovamente il dominio nel 1259. In epoca rinascimentale godette di nuovo splendore e fu residenza estiva di importanti personalità laiche ed ecclesiastiche; nel 1527 fu saccheggiata dai Lanzichenecchi. All'inizio dell'Ottocento la storia della cittadina laziale fu caratterizzata prima da un periodo napoleonico, poi passò nelle mani dello Stato Pontificio; nel 1826 una piena dell'Aniene travolse una parte della città (ancora oggi chiamata rovine) e costrinsero il papa Gregorio XVI a promuovere la realizzazione di cunicoli sotterranei che deviassero il corso del fiume e che diedero origine alla Grande Cascata.

Una data da ricordare è il 26 agosto 1886: in questo giorno Tivoli fu la prima città in Italia ad essere illuminata da lampade a corrente elettrica. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Tivoli fu più volte bombardata e molti edifici di notevole interesse storico (la Chiesa del Gesù, il Ponte Gregoriano, un'ala del Convitto e un'intera fila di case in prossimità di Villa Ciacci) furono rasi al suolo.

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