Il Monferrato è una delle regioni storiche del Piemonte; dai confini non ben definiti, comprende tutta la provincia dell'alessandrino (Monferrato Casalese e Monferrato Acquose) e dell'astigiano.
Il territorio si presenta prevalentemente collinare e sono presenti molti vitigni che producono alcuni dei vini più rinomati in Italia e all'estero, come ad esempio il vino rosso Barbera e il Grignolino. La gastronomia del Monferrato è caratterizzata dal tartufo, il cardo gobbo di Nizza Monferrato, il peperone quadrato della Motta, l'asparago saraceno di Vinchio, il filetto baciato.
Si parte da Asti , con il suo Duomo trecentesco, e le sue chiese romaniche, rinascimentali, barocche. Con i suoi palazzi nobiliari, le storiche torri, il palio medioevale e con i suoi vini di sempre: la Barbera e la Freisa, il Grignolino e il Moscato.
Tanti, troppi per non chiedere una doverosa sosta. Verso settentrione si segue la direzione per Castelnuovo Don Bosco, patria del santo salesiano che da nome al paese, ma anche sede di una cantina sociale che trova più piacevoli richiami nella Freisa(vino rosso).
Poco distante è l'Abbazia di Vezzolano, monastero benedettino dell'XI secolo considerato tra i più significativi esempi dell'arte romanica in Piemonte : un gruppo di giovani, che fa capo al municipio di Albugnano, organizza visite guidate all'interno della chiesa e del chiostro affrescato nel Trecento.
La strada del ritorno ad Asti passa per Casalborgone, in provincia di Torino e passa per Cocconato: vale la pena salire sul suo poggio e visitare le vecchie cantine dei Bava, dove è largamente rappresentata la vasta gamma dei vini regionali che accompagnano a tavola agnolotti, faraone e fritti misti alla piemontese (la specialità di questa zona).
Colline, vigneti e castelli costituiscono il profilo del Monferrato, l'altopiano ondulato che dalle porte di Torino si spinge fin nel cuore dell'alessandrino. Per gli amanti dell'arte è vivamente consigliato l'itinerario delle pievi romanche: S. Secondo di Cortazzone, S. Nazario di Montechiaro, S. Lorenzo di Montiglio.
Esse costituiscono autentici gioielli dimenticati chissà come tra campi e vigne. Ben più famosa è invece l'Abbazia di Vezzolano, capolavoro dello stile romanico piemontese. Se invece siete estimatori del buon vino addentratevi in una delle "Strade del Vino" della zona, che si snodano tra cantine sociali ed enoteche.
Parte da Novi Ligure e termina ad Acqui Terme un itinerario che segue strade secondarie, sinuose, con paesaggi unici. Lasciata la statale per Genova a Novi Ligure, dirigendosi verso Sud, si giunge a Tassarolo. Si raggiunge quindi Gavi dominata dal Forte eretto dai genovesi, attraverso i vigneti dell'ottimo Cortese di Gavi si raggiunge Ovada percorrendo la strada dei castelli.
Nell'ordine si incontrano quello di Montaldeo, Mornese e Lerma. A pochi chilometri di distanza si possono raggiungere i laghi della Lavagnina inseriti nel Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo. Da Ovada si prosegue verso Ovest incontrando Molare e Cremolino coi loro castelli che dominano le colline di vigneti, per affacciarsi sulla Valle Bormida a Visone e giungere ad Acqui Terme.
La cittadina termale, nota fin dal II secolo a.C., conserva importanti testimonianze di epoca romana e medioevale. Da visitare "la Bollente", edicola ottagonale da cui sgorgano 560 litri al minuto di acqua 75°, le Nuove ed Antiche Terme, il Museo Archeologico e l'Enoteca Regionale di Palazzo Robellini con una vasta rassegna di vini del Monferrato e delle Langhe.
Nei pressi del fiume Bormida si possono ammirare gli imponenti resti dell'acquedotto romano dell'epoca di Augusto. A pochi chilometri da Acqui in direzione di Alessandria si incontra Strevi. Risalendo La Valle Bormida si raggiunge Bistagno. Questi sono solo tre dei numerosissimi itinerari che si possono fare.
