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Iscritti nella Val di Noto, i monumenti barocchi, patrimonio dell'Unesco dell'antica contea di Modica, si stagliano tra carrubi e muri a secco. Le ricchezze sono mille, come mille sono i volti che racchiudono una complessa storia locale.
Di origini remote, testimoniate dai cospicui ritrovamenti nel suo territorio ed oggi custoditi per la maggiore nel museo archeologico, a Ragusa, la più giovane provincia della Sicilia, si trovano resti di derivazione sicula, greca, romana ma anche bizantina, attestati dalle diverse necropoli presenti nel territorio. Fondata nel III secolo a.C. da Kokatos, la città divenne prima araba ed in seguito normanna, sveva, angioina, aragonese. Nell'interregno fra le due ultime dominazioni, detentori della contea di Ragusa, che successivamente fu denominata contea di Modica, divenne la potente famiglia di discendenza francese dei Chiaramonte.

In seguito al loro declino, la contea fu assegnata alla famiglia dei Cabrera coi quali essa raggiunse grande potenza e prosperità tanto da conquistarsi l'epiteto di "regnum in regno". Al terribile terremoto dell'11 gennaio del 1693 che sconvolse tutto il territorio della Val di Noto, distruggendo anche Ragusa, seguì una fervida ricostruzione della città con un visionario stile tardo barocco. Ibla, nell'antico sito, sorse sul vecchio tracciato medievale con palazzi e chiese che si conservano fino ad ora. Ragusa Superiore, invece, nel pianoro soprastante con impianto squadrato, fu eretta in seguito alle contese tra i sopravvissuti che ebbero fine nel 1926, quando la città divenne capoluogo di provincia.
Memoria di chiese, di facciate di palazzi nobiliari dai capricciosi riccioli. Portali ornamentali e balconi panciuti, decorati con fiori, festoni, conchiglie e teste di putti. Ragusa Ibla è una sorta di museo a cielo aperto, con le sue oltre cinquanta chiese che si susseguono lungo le strette e contorte vie selciate. Un vero gioiello è la piazza dove si affacciano il duomo di San Giorgio, appena restaurato, e il Circolo di conversazione; da vedere anche la chiesa delle Anime del Purgatorio e i Giardini iblei. A Modica, dopo aver ammirato la chiesa di San Pietro, un'atletica passeggiata si può compiere affrontando da corso Umberto la panoramica scalinata che si arrampica fino al duomo di San Giorgio e poi fino al belvedere, "il pizzo". La città di Quasimodo (si può visitare la sua casa natale) è il regno della cioccolata azteca, declinata in versioni indimenticabili e che, recentemente, si fregia di essere al centro di un'importante manifestazione: "Eurochocolate". Da vedere anche la chiesetta bizantina di San Nicolò, del XII secolo. Il cuore barocco di Scicli è via Francesco Mormina Penna, ricca di chiese e di palazzi.
Da non perdere, a poche decine di metri, il fantasioso Palazzo Beneventano, dai ricchissimi balconi. È lo stile liberty, anche se in tono minore, che, d'altra parte, caratterizza città come Vittoria e Comiso, ma anche come Ispica e Scoglitti. Un liberty popolare con delicati intagli floreali che adornano porte e finestre. Dignitoso nella sua decorazione, scolpita da artigiani e capomastri che allora diedero adito a forme ornamentali inedite. Sobri ed eleganti, i palazzi come casa Pollara o palazzo Piazzese - Melodia, casa Ceci o casa Scifo, mostrano al visitatore tutta la suggestione della storia dell'edilizia urbana. E non solo. Nel 2002, nel centro montano di Chiaramonte Gulfi (piccolo comune di circa 8.000 abitanti che conta ben otto musei) nasce la Casa museo liberty, una pregevole testimonianza estetica di un frammento di storia dei primi del Novecento, che ricostruisce otto stanze, tutte arredate con mobili, consolle ed eleganti specchiere, con cura e minuziosità.
Da Marina di Acate a Porto Ulisse, passando per Scoglitti, Punta Secca, Marina di Ragusa Donnalucata, Sampieri, Cava d'Aliga, Marina di Modica, Pozzallo. La costa iblea è lunga quasi cento chilometri. Si parte dalle dune di Macconi, quasi a confine con Gela. Scoglitti è il posto più attrezzato per trascorrere un'intera giornata, fra arenili e locali pubblici, magari assistendo a tornei internazionali di beach soccer. Ma è anche sede dell'antica Kamarina, colonia greca le cui rovine, affiancate dal Museo Archeologico, costituiscono un'interessante tappa. Punta Secca è la spiaggia in cui il Montalbano televisivo nuota di primo mattino e sorseggia il caffè sulla veranda che dà sul piccolo golfo. Marina di Ragusa è la meta estiva preferita dei ragusani, con il lungomare Andrea Doria e varie spiagge dorate sulle quali negli anni Sessanta si consumò la locale "dolce vita".
Una curiosità: di recente sono stati installati uliveti e palme sulla spiaggia principale, quella della "Rotonda". Segue la foce del fiume Irminio, interessante non soltanto per le specie faunistiche, ma per le dune costiere e la flora, tanto da divenire area di Riserva naturale, nota come Macchia Foresta. Da Donnalucata a Sampieri domina il rudere della Fornace Penna, una fabbrica di laterizi andata distrutta nel 1924 e mai più recuperata. Da Marina di Modica a Pozzallo il tragitto è breve. Pozzallo, dove si trova la massiccia torre Cabrera, si fregia della "Bandiera blu" grazie al connubio "ambiente-servizi" offerti ai villeggianti. Più in là si ergono i faraglioni di Ciriga. Dei tratti di spiaggia sono accessibili solo via mare. Dal lido di Santa Maria del Focallo, lungo parecchi chilometri, si nota l'isola dei Porri, oggi dichiarata Riserva naturale.
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