Capalbio è un borgo di origine medievale, popolato da circa 4000 abitanti, che sorge nella maremma grossetana, in Toscana. Caratterizzato per il nucleo centrale costituito da un gomitolo di vicoli e un grappolo di case in pietra, occupa il ruolo di primaria meta turistica della provincia.

Nell’805 il castello di Capalbio fu donato dall’Abbazia delle Tre Fontane per volere di Carlo Magno. Successivamente il borgo divenne proprietà degli Aldobrandeschi e nel 1339 passò sotto la giurisdizione della Repubblica di Siena che lo contese agli Orsini.
Nel 1555 fu conquistato da Carlo V che l’assegnò a Cosimo I. Nel 1737, a conclusione del dominio mediceo, passò ai Lorena e vide iniziare ul lento periodo di declino.
Nel 1765 fu annesso a Manciano e nel 1842 a Orbetello. A partire dagli anni ’50 del Novecento risorse l’agricoltura che pose le basi per lo sviluppo dell’area locale, potenziato in epoca moderna dall’affermazione del turismo
Le attrazioni culturali presenti entro il perimetro territoriale di Capalbio sono assai numerose. Su tutte spicca la Rocca Aldobrandesca risalente al X secolo, alla quale è annessa l’omonima torre merlata di origine quattrocentesca.
Degno di nota è anche il cinquecentesco Palazzo Collacchioni, che custodisce al suo interno preziosi arredi d’epoca, nonché il pianoforte Conrad Graf, sul quale Puccini compose l’opera “Il Tabarro”.
Di primaria importanza è anche la cinta muraria eretta nell’XI secolo, al pari dell’Arcipretura di San Nicola (XII secolo) e della Chiesa della Madonna della Provvidenza (XVI secolo), che ospitano rispettivamente affreschi di scuola umbro-senese e perugina. Meritevole di menzione, infine, l’antica Porta senese, aperta nel 1418 come principale via d’acceso al borgo.
Capalbio è il luogo ideale per chi desidera immergersi in un borgo medievale alla ricerca di antiche tradizioni e tipici sapori ed odori. I camminamenti che sorgono sopra le mura rappresentano l’occasione ideale per godere d’una visione panoramica del paesaggio locale, diviso tra la circostante campagna e il mare proteso all’orizzonte.
Non mancano poi le vecchie tenute, tramutate in accoglienti e confortevoli agriturismo, dove gustare in assoluta tranquillità la squisitezza della cucina grossetana. Da segnalare anche la rassegna estiva dedicata ai cortometraggi che prende il nome di “Capalbio Cinema”
In virtù della propria collocazione geografica Capalbio risente inevitabilmente dell’influenza culinaria della maremma grossetana. Tra i piatti tipici più noti si evidenziano quelli della cosiddetta “cucina povera”: zuppa di cicoria, correggioli pomodoro e pecorino, cicoria e salsiccia.
