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Visitare Montecristo

Montecristo è un’isola appartenente al Parco Naturale dell’Arcipelago toscano, la quale sorge ad una distanza di circa 40 km dalla costa meridionale dell’Isola d’Elba e poco più di 60 km dall’Argentario. Il tipico paesaggio, caratterizzato da una vegetazione florida e selvaggia, la rende una delle perle più preziose dell’area tirrenica.

 

 


 


Montecristo, cenni storici

Visitare l'isola di Montecristo Come le altre isole dell’arcipelago toscano vide in origine la presenza di popolazioni liguri(età del Ferro), greche (VI secolo a.C.) e siracusane (IV secolo a.C.), nonché di quelle etrusche e romane.

 

Durante gli anni delle invasioni barbariche fu luogo ospitale per San Mamiliano (vescovo di Palermo), che vi eresse il proprio rifugio. Nel 1399 venne assoggettata allo Stato degli Appiani, Signori di Piombino.

 

Successivamente passò sotto il dominio dei Buoncompagni Ludovisi che la detennero fino al 1801. Dopo essere stata per anni colonia agricola, riserva di caccia, riserva naturale terrestre, riserva biogenetica europea e zona di tutela biologica marina, divenne parte integrante dell’attuale Parco Naturale dell’Arcipelago toscano.

 

Montecristo, arte e cultura

Tra i motivi di interesse artistico e culturale legati all’isola di Montecristo vi sono indubbiamente le numerose rovine che testimoniano il passaggio delle antiche popolazioni.

 

Fra queste si nota la Rocca eretta dagli Appiani tra il XIV ed il XV secolo, così come il Monastero Benedettino dei Santi Mamiliano e Salvatore (XV – XVI secolo), i cui preziosi cimeli contribuirono a diffondere la leggenda che voleva sull’isola un tesoro sepolto dai monaci, sulla quale lo scrittore Alexandre Dumas basò il famoso romanzo intitolato “Il Conte di Montecristo”.

 

Meritevoli di menzione sono anche l’ottocentesca Villa Reale e la grotta di S. Mamiliano.

Escursioni e cosa vedere a Montecristo

L’incantevole flora e la particolare fauna, unite ai resti delle strutture che hanno ospitato gli antichi popoli vissuti sull’isola, rappresentano i maggiori argomenti d’attrazione per i turisti che decidono di recarsi a visitare questo lembo di terra toscana.

 

Specie rarissime come la vipera e la capra di Montecristo o il discoglosso sardo, nonché altre più diffuse quali il pesce luna, gli anemoni marini, la posidonia e la gorgonia, possono essere ammirate durante una delle visite guidate autorizzate dal Corpo Forestale di Follonica, che consente l’accesso all’isola ad un numero massimo di 1000 visitatori l’anno.

 

L’unico approdo esistente è quello di Cala Maestra, punto dal quale si diramano gli unici tre sentieri percorribili che attraversano il territorio isolano. Tra le attività vietate nel raggio di 1000 m dalla costa si segnalano la balneazione, la pesca e la navigazione.

Gastronomia di Montecristo

Le travagliate vicende storiche di Montecristo hanno impedito la formazione di una specifica tradizione culinaria. In passato, comunque, i punti cardine della cucina locale erano indubbiamente i prodotti ittici.

 

 

 

 

 

 


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