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Il Comune di Chatillon sorge in una conca baciata dal sole, che, complice la modesta altitudine (poco più di 500 metri sul livello del mare), la rende meta ideale per le vacanze estive. Ricchissima di storia e di cultura, Chatillon è la destinazione di chi ama la montagna, anche sapendo rinunciare agli sport invernali.
Il luogo era abitato già in epoca preromana, come dimostrano le testimonianze archeologiche rinvenute nella zona. Dopo l’avvento dei capitolini, sicuramente passati di qui nella loro lunga marcia verso la Gallia, divenne, nel medioevo, il feudo dei ricchi nobili di Challant. Prima centro agricolo, poi polo industriale (già dal XVII secolo) e turistico, ha conosciuto negli ultimi trent’anni un considerevole sviluppo urbanistico che ha portato ad un allargamento verso le colline circostanti dei tradizionali confini del centro storico.

A testimonianza del suo ricco periodo feudale, a Chatillon resistono, ben conservati, tre castelli di epoca medievale. Il primo è quello dei feudatari originari e prende il nome di Castello Challant. A seguire, il Castello Baron Gamba, oggi sede della Pinacoteca e, ultimo solo in ordine verbale, il Castello di Ussel, costruito nel 1350. Attualmente, ospita in estate mostre d’arte temporanee. Tale castello ha un primato di tutto rispetto: si tratta del primo edificio monoblocco realizzato in Val d’Aosta.
Sorge imponente sulla collina poco fuori il centro abitato e con le sue finestre bifore tutte differenti fra loro, pone in connubio tra loro la grazia estetica con la funzionalità di un maniero difensivo. Ma le bellezze architettoniche di Chatillon non finiscono qui: da ammirare, anche un monumentale ponte sul fiume Marmore, di epoca romana. A campata unica, è ancora in piedi. Dei secoli XV e XVI, rimangono ancora numerose abitazioni del centro storico, comprese alcune torri di costruzione medievale che conferiscono al borgo, un aspetto antico e delizioso.
Chatillon oltre ad arte e cultura, vanta una tradizione centenaria in fatto di fiere ed appuntamenti, già da prima che strade carrozzabili la aprissero al transito dei turisti. Fino alla fine del XIX secolo, infatti, la val d’Aosta era priva di infrastrutture e a Chatillon si poteva salire solo a piedi o a dorso di mulo sui caratteristici viottoli chiamati, appunto, “mulattiere”. Oggi, per chi fosse amante del trekking e dell’alpinismo in alta quota, sappia che il paese è il punto di partenza ideale per le scalate al Monte Zerbion (2.700 metri) e al Monte Barbeston (2.400 metri). Chi preferisse camminate in piano e immerse nella natura e nella fauna, può invece fare tappa nel Parco Naturale Regionale del Monte Avic.
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