Gressoney

Visitare Gressoney

visitare GressoneySono due i comuni valdostani che vantano questo nome ed entrambi, piccoli centri alpini con non più di 2.000 abitanti, sono in provincia di Aosta.

Il primo si chiama Gressoney la Trinitè ed è il più popoloso dei due; il secondo comune, prende il nome di Gressoney Saint Jean, e si trova a valle del primo. Entrambi sono municipi autonomi e distinti fra loro.

Gressoney, cenni storici

Gressoney Saint Jean è di origine vallese: secondo accreditate fonti storiche, infatti, la cittadina discenderebbe da immigrati tedeschi Walser, giunti in Italia intorno al XIII secolo.

Testimonianza di ciò è l’attuale dialetto gressonaro di matrice germanica, così come gli usi e i costumi.

Il dialetto “titsch”, ancora oggi parlato, è la più antica lingua germanica sopravvissuta e per questo viene tutelato e insegnato anche ai bambini nelle scuole.

La tradizione tedesca, sopravvive anche nei pittoreschi costumi folkloristici delle donne che, nella versione “abito della festa” hanno delle bellissime quanto inusuali cuffie dorate.

Gressoney, arte e cultura

La più antica chiesa di Gressoney la Trinitè risale al 1515 ed è dedicata a San Giovanni Battista. Caratteristica nel suo stile montanaro semplice, ha un campanile in pietra nel quale alloggiano 5 campane di cui una antichissima: risale al 1772 ed è tutt’ora in funzione. All’interno del porticato, la Via Crucis affrescata.

Alcune di queste opere pittoriche risalgono addirittura al XVIII secolo. In città poi, sorge anche il Museo Walser, che raccoglie le testimonianze etnografiche e le origini della popolazione locale.

Sorge in località Tache, abitata, secondo le testimonianze, già dal 1400.

Divertimento a Gressoney

Se Saint Jean è sede principalmente di pascoli e di artigianato dedito alla lavorazione del legno, è la Trinitè il centro turistico di Gressoney, campo base per gli alpinisti che scalano il gruppo montuoso del Monte Rosa e per gli appassionati di sci.

Il comprensorio Monterosa Ski, comprende oltre 200 km di piste adatte a tutte le discipline sciistiche e numerosi e moderni impianti di risalita, fra i quali 9 tapis roulant.

Gli impianti di innevamento programmato, poi, consentono stagioni sciistiche sempre al top, anche qualora la neve naturale dovesse scarseggiare. Imperdibili, poi, fra una sciata e l’altra, i piatti della tradizione: polenta valdostana con farina di granturco; fonduta, fatta con la fontina locale e per finire liquore al genepy, un particolare arbusto locale.

Chi volesse, infine, può cimentarsi nell’apprendimento del dialetto “titsch”: il Centro Culturale Walser, organizza periodicamente, corsi aperti a tutti.